Thesaurus responsorum ex « Notitiae » - Notitiae Response Database
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Hoc in situ interretiali ordinantur responsiones, explanationes, et decreta ex « Notitiae » aliisque interdum fontibus (ut AAS) desumpta, quae aliis locis modo promptiore haud inveniuntur. Finis est praestare textum originalem, versionem anglicam, et exemplar PDF paginarum pertinentium ex « Notitiae » vel alio fonte. Presens igitur labor opusculum « Ordo Missae locis correspondentibus illustratus » aliquatenus extendit. Est enim labor imperfectus quem, cum operae mihi est, suscipio. Denique domino Daniel Gill, domino Radosław Gosiewski, et domino Abram Córdova y Muenzberg, qui nonnullas ex responsionibus transcripserunt, gratias refero, item etiam dominae Crista Mootz, quae in linguam anglicam responsiones quasdam verteri adiuvavit. Exemplaria PDF exstant etiam textuum nondum transcriptorum. This website organizes responses, explanations, and decrees from Notitiae and sometimes from other sources (such as AAS) that are not readily available in other places. The goal is to provide the original text, an English translation, and a PDF scan of the relevant pages from Notitiae or other source. In some ways, the project is a further development of my Cross-Referenced Ordo Missae. This is an ongoing prject which I work on in my spare time. I am also grateful for the help of Mr. Daniel Gill, Mr. Radosław Gosiewski, and Mr. Abram Córdova y Muenzberg in transcribing some of these responses and also to Miss Crista Mootz for helping to translate certain responses into English. PDFs are available even for texts that have not yet been transcribed.
Fac Patrem Dylanum Schrader certiorem si habes proposita vel corrigenda. Contact Father Dylan Schrader with suggestions and corrections.
N.B. In « Notitiae » 1 (1965) et 2 (1966), supra responsa, invenitur monitio: Solutio quae proponitur nullam induit vestem officialem. Solummodo habet valorem orientativum: solutiones enim ex officio publici iuris fient, si casus fert, a competenti Auctoritate in « Acta Apostolicae Sedis ». N.B. In Notitiae 1 (1965) and 2 (1966), this notice appears above the responses: The solution which is proposed takes on no official character. It has only an orientative force; solutions will be published officially, if the case warrants, by the competent Authority in « Acta Apostolicae Sedis ».

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Ad ordinem professionis religiosae

Utrum professio religiosarum ab Episcopo vel sacerdote qui celebrationi eucharisticae praesidet recipi possit.

℟. Negative.

Ordo Professionis religiosae, pars altera, n. 39, statuit: « Oratione expleta, duae sorores iam professae, pro familiae religiosae consuetudine, ad sedem Antistitae accedunt et, stantes, speciali testium munere funguntur. Professurae singulae ad Antistitam accedunt et legunt professionis formulam... ».

Ad n. 69 fere eadem rubric habentur: « Professurae singulae accedunt ad Antistitam et legunt professionis formulam ».

Quibusdam, hic agenda modus minus convenire videtur, quando profession intra Missam emittitur, ut commendatur ab ipso Ordine Professionis religiosae, praesertim si Episcopus Eucharistiam praesidet. Rationes adducuntur e natura hierarchica et sacramental Ecclesiae (cf. Const. Lumen gentium, nn. 26, 45) guae manifestatur in celebration sacrae liturgiae et praesertim Missae (cf. Sacrosantum Concilium, n. 41; Instr. Eucharisticum mysterium, n. 16).

Res attente perpensa est, collatis consiliis cum Sacra Congregatio pro Religiosis, quae sic respondit: « Questo Dicastero non ritie validi e cogent i motive proposti per guistificare la modificazione di rito, proprio nel momento più signicativo in cui i Superiori qualifice accettano i voti religiosi del candidate, in nome della Chiesa, ed i corporano i professi nel rispettivo Istituto » (14 ottobre 1974, Prot. N. 5898/69).

Rationes, quibus responsio Sacrae Congregationis pro rligiosis fundatur, hae sunt:

« 1. Diritto commune e giurisprudenza

a) In virtù del can. 572, § 1, 6° la validità della professione è condizionata all’accetazione del legittimo superiore. Deve trattarsi superiore o di superiora interna all’Istituto, meglio specificato di rispettive Costituzioni, i quali accettando per sé vel alium i voti pubblici agiscono in nome della Chiesa e del proprio Istituto.

b) La professione è il primo momento, l’atto costitutivo di un rapporto tra l’Istituto ed il professo che durerà tutta la vita: è logico quindi che non sia un estraneo ad intrometteri nel punto preciso che questo rapporto viene instaurato.

c) La dottrina canonica è unanime nel riservare il doritto di dccettazione della professione ai superiori interni: perfino negli Istituti di diritto diocesano, che sono particolarmente sogetti all’Ordinario del luogo, non è il vescovo che riceve la professione bensì le rispettive superiore o superiori.

2. Documenti recenti della Santa Sede

a) L’Ordo Professionis religiosae stabilisce esplicitamente che i voti dei religiosi vengano emessi dinanzi al superiore, anche se non sacerdote, qualungue sia il celebrante (vescovo o semplice sacerdote). La stessa norma è ribadita per la Professione delle religose.

b) Nel rito della Consacrazione delle Vergini, allorché è abbinao alla Professione perpetua, si prescrive che sia la Superiora a ricevere i voti, anche quando è il vescovo a presidere alla cerimonia.

Tali riti specificano molto bene la parte del superiore che accetta la Professione dei voti e la parte del vescovo (o sacerdote celebrante) al quale è riservata la prece di consacrazione del neo professo. Una cosa è presidere la celebrazione eucaristica e i riti concomitanti la Professione, altra cosa è l’accettazione stessa dei voti.

3. Rilievi di carattere liturgico

a) Non si vede perché dovrebbero essere escluse le professioni emesse extra Missam.

b) Non è affatto messa in questione la dottrina sulla struttura sacramentale e gerarchica della Chiesa, perché i Superiori legittimi, ai sensi del can. 572, gioscono proprio in nome dell’Istituto approvato dalla Chiesa stessa.

c) Anderebbe anche richiamata la dottrina comune, pur essa sussunta e riproposta dal Concilio Vaticano II tanto nella Lumen gentium che nel Perfectae caritatis, che la professione religosa si situa nella linea della grazia e del carattere battesimale. La professione dei consigli evangelici quindi diventa uno di quei sacrfifici spirituali che il christiano offre nell’esercizio del suo sacerdozio battesimale e che riceve forma sacramentale e liturgica quando esso si esercita in seno a una Comunita celebrante, associandosi al sacrificio di Cristo.

Nel nuovo Ordo occorre coligere l’ordinato intervento di due ministeri distinti con distinti ministeri, richesti dalla realtà mistica composita che l’Ordo associa in un’unica celebrazione; il ministro dell’Eucaristia capo della comunità liturgica, compie sacramentalmente il sacrificio che la professione, emessa nelle mani del ministro proprio di questo esprime. Il sacerdos quindi – Vescovo o presbitero che sia – ministro meno adatto per essere portatore del segno di una struttura e i ministro insostitutibile e in proprio come presidene della comunita liturgica, attorno a lui riunita e gerarchicamente ordinata, anche e non compie quei ministeri che sono commessi ad altri.

Questa prospettiva squisitamente liturgica deve mettere in luce in veste propria con cui interviene il sacerdos e quella in cui interviene in veste propria, il superiore e come il ministero del secondo sia, ma sacramento, ordinata a quello del primo ».

Notitiae 11 (1975), 62–64religious professionPDF of Notitiae 11 (1975), 62–64